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Precotto
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Contents
• Storia
• Note
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Origine del nome
Sull'mwiqetimologia del nome del quartiere di Precotto vi sono ipotesi discordanti; da una parte, potrebbe trattarsi di una forma dialettale mwigpraa/mwiwpree ("prato/prati") + mwjacott nel senso di "riarso/-i". D'altra parte, però, si segnala un antico toponimo mwjqpulcoctum (mwjg1148, mwjw1153) o mwkaad Pullum Coctum (mwkq1162), mwkgPrecogio mwkwXIII secolo, latino ecclesiastico mwlaPraecautum, che potrebbe ricordare un'antica osteria lungo la strada tra mwlqMilano e mwlgMonza.cite-ref-3[3]
Storia
Precotto era un piccolo centro abitato di antica origine, da sempre legato al territorio mwowmilanese, al cui interno era inserito nella mwpaPieve di Bruzzano. Confinava con i comuni di mwpqBicocca e di mwpgSegnano (poi fuso in mwpwGreco Milanese) ad ovest, mwqaGorla Primo a sud, mwqqCrescenzago ad est e mwqgSesto San Giovanni a nord. Oltre che dal centro abitato principale, il comune di Precotto era composto altre frazioni e località, tra le quali Villa San Giovanni e Brughirolo.
Agli atti del mwsq1751, Precotto risultava come un villaggio di 260 abitanti, saliti a 339 nel mwsg1771 e a 494 nel mwsw1805, nel pieno dell'mwtaetà napoleonica, poco prima che nel mwtq1808 il comune fosse soppresso e aggregato alla città di mwtgMilanocite-ref-4[4], recuperando però l'autonomia dopo l'istituzione del mwuwRegno Lombardo-Veneto nel 1816.cite-ref-5[5]
L'abitato, che nel 1853 fece registrare 834 residenti, continuò a crescere negli anni, 881 nel 1861 su una superficie di 179 ettari, arrivando a quota mille nel 1872, a 1586 nel 1901, e a 2557 nel 1911.
Precotto costituì un comune autonomo fino al 1920, quando venne annesso da mwwgGorla Primo nel nuovo comune di mwwwGorla-Precotto.cite-ref-6[6] Tuttavia dopo soli tre anni anche il comune di Gorla-Precotto venne soppresso e annesso a mwyaMilano insieme ad altri dieci comuni.cite-ref-7[7]
Nel 1932 vi viene inaugurata dal principe mwzgUmberto II di Savoia la mwzwRicevitrice Nord dell'mwaaAEM, importante struttura elettrica ancora oggi attiva.cite-ref-8[8]
Come tutti i quartieri dell'area a nord del centro di Milano, Precotto ha iniziato a crescere sin dalla prima metà del novecento, a causa della progressiva industrializzazione. È nel secondo dopoguerra che però subisce un aumento vertiginoso della popolazione per via dell'enorme flusso migratorio che accomuna un po' tutte le città del nord Italia.
Monumenti e luoghi d’interesse
mwcqLuoghi di culto e della memoria
La mwdwChiesa di San Michele Arcangelo (1856) conserva opere di mweaFrancesco Barzaghi. L’Oratorio di Santa Maria Maddalena (XVI secolo) è decorato all'interno con affreschi attribuiti alla scuola di mweqBernardino Luinicite-ref-9[9] ed è collocato in un'area verde ove un tempo sorgeva un cimitero, di cui sopravvive il Monumento ai Caduti delle due guerre (1922).cite-ref-10[10] L’ex scuola Rosmini, edificio eclettico affacciato su viale Monza, subì i bombardamenti del 20 ottobre 1944 che portarono alla mwggstrage di Gorla, ma fu soltanto sfiorata dal dramma: i bambini rifugiati nei sotterranei furono salvati poco prima dei crolli; a ricordo dell'episodio è stata posta una targa commemorativa .cite-ref-11[11]
mwiaArchitetture civili
Edifici storici: in Via Cislaghi, sull'asse che attraversa il vecchio borgo, sorgono due corti mwigviscontee del XIX secolo, quella dei mwiwPissat e quella dei Merlinicite-ref-12[12], quest'ultima è la maggiore e meglio conservata tra le diverse cascine dell’area; lungo Via Breda si trova il complesso della Fornasetta, villa suburbana settecentesca con schema ad U e annesso oratorio dedicato a S. Francesco, di forma rettangolare.cite-ref-13[13] Edifici industriali: la mwlaRicevitrice Nord AEM (1932), in stile Decò, e il mwlqdeposito ATM (1963), progettato dallo studio mwlgBBPR.
mwmaAree naturali
Passeggiata Mons. Egidio Vergani, Parchi della Maddalena, Francesco di Cataldo, Anassagora-Tremelloni e Bazzaro Carnovali.
Infrastrutture e trasporti
Il quartiere di Precotto è attraversato da mwoqViale Monza, la prima strada a collegare Milano con mwogMonza, e in particolare con la mwowVilla Reale. Questa strada, costruita nella prima metà del mwpaXIX secolo, è stata la principale strada che collegava le due città fino all'apertura del mwpqViale Fulvio Testi. Il quartiere avrebbe dovuto essere attraversato dalla Strada interquartiere Nord, che avrebbe collegato tra di loro i quartieri a nord del centro di Milano; tale progetto è stato sostituito dalla nuova tranvia Cascina Gobba-Certosa, che utilizzerà i binari già esistenti nel quartiere che fanno parte della linea tranviaria 7.
Nel quartiere sono presenti tre stazioni della mwralinea M1 della mwrqmetropolitana di Milano, mwrgPrecotto, mwrwVilla San Giovanni e mwsaSesto Marelli; quest'ultima si trova al confine tra il territorio di Milano e il territorio di mwsqSesto San Giovanni. Presso il quartiere si trova anche il mwsgdeposito di Precotto, costruito nella prima metà degli mwswanni 1960, oggi utilizzato come deposito della metropolitana e tranviario. Precotto è, inoltre, lambito a ovest dalla mwtaferrovia Milano-Monza, la seconda linea ferroviaria costruita in Italia.
Varie linee di autobus e mwtguna di tram, gestite da mwtwATM, collegano Precotto ai quartieri limitrofi. In passato, Precotto era interessato al passaggio della mwualinea tranviaria Milano-Monza, smantellata negli anni 1960 a seguito dell'apertura della metropolitana.
Geografia antropica
Altre località
mwvaVilla San Giovanni (già mwvqVilla, mwvgVilla in mwvwdialetto milanese, mwwaAFI: [ˈvila]) è un quartiere a nord di Precotto. La frazione di Villa era formata da poche cascine, su entrambi i lati della mwwgStrada provinciale per Monza. Come nel resto del quartiere, l'urbanizzazione della zona è iniziata nella prima metà del novecento, con la progressiva industrializzazione dell'area nord di Milano ed è proceduta rapidissima nel secondo dopoguerra.
Note
cite-note-11. ↑ Nel Comune di Milano, a differenza di quanto avviene per altre grandi città, (ad esempio Roma) il termine “quartiere” non ha attualmente un preciso significato amministrativo. Nel Medioevo e fino all’Ottocento, Milano, che ha una pianta circolare, prima delimitata dalla cerchia dei Navigli, poi dalle Mura spagnole, era ufficialmente divisa in Sestieri, ciascuno a forma di spicchio, corrispondenti alla sei antiche porte che si aprivano nelle mura. Oggi, invece, a Milano il termine “quartiere” viene usato nel linguaggio comune per indicare approssimativamente una zona cittadina che di solito ha confini non determinati ufficialmente e quindi anche mutevoli nel tempo. Nel secondo dopoguerra il Comune ha suddiviso la città in venti zone, poi ridotte a nove, ciascuna denominata “Municipio”. Dal 2017 (Delibera di Consiglio comunale n. 35 del 13/03/2017) all'interno dei 9 Municipi, il Comune ha definito un’ulteriore suddivisione in 88 zone più piccole, perimetrate, dette “NIL” (Nuclei di Identità Locale), anche al fine di definire le zone cittadine finora dette “quartieri”.
cite-note-22. ↑ I NIL (Nuclei di Identità Locale) corrispondono alle “unità minime di programmazione” previste all'interno del PGT (Piano Governo del Territorio) del Comune di Milano. Vedi mappa e altre informazioni sui NIL in: mwzahttps://geoportale.comune.milano.it/portal/apps/webappviewer/index.html?id=e52d990fec5f4fe38b2a4f7d2385962a
cite-note-33. ↑ Per queste etimologie, si veda Pierino Boselli, mw0aToponimi lombardi, Milano, SugarCo 1977, p. 224
cite-note-44. ↑ Sotto il mw1aRegno d'Italia, il 9 febbraio 1808, un decreto impose l'unione della città murata di mw1qMilano con il circondario per un raggio di quattro miglia. Così facendo, si trovarono ad essere annessi alla città trentacinque comuni (mw1gAffori, mw1wBicocca, mw2aBoldinasco, mw2qCasa Nova, mw2gChiaravalle, i mw2wCorpi Santi, mw3aCrescenzago, mw3qDergano, mw3gGaregnano Marcido, mw3wGorla, mw4aGrancino, mw4qLambrate, mw4gLampugnano, mw4wLinate superiore ed inferiore, mw5aLorenteggio, mw5qMacconago, mw5gMorsenchio, mw5wMusocco, mw6aNiguarda, mw6qNosedo, mw6gPoasco, mw6wPrecentenaro, Precotto, mw7aQuarto Cagnino, mw7qQuinto Sole, mw7gRedecesio, mw7wRonchetto, San Gregorio, mw8aSegnano, mw8qSella Nova, mw8gTrenno, mw8wTurro, mw9aVajano, mw9qVigentino, mw9gVillapizzone). Tuttavia con il ritorno degli Austriaci tornarono immediatamente autonomi, e il comune di mw9wMilano tornò a coincidere con la cerchia dei mw-aBastioni (notificazione del 12 febbraio 1816).
cite-note-55. ↑ Notificazione 12 febbraio 1816
cite-note-66. ↑ Regio Decreto n° 1013 del 1º luglio 1920, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia mw-wn° 177 del 28 luglio 1920
cite-note-77. ↑ mwaqmRegio Decreto 2 settembre 1923, n. 1912, art. 1
cite-note-88. ↑ mwaqcRoberto Arsuffi, mwaqgmwaqkMilano | Precotto - Art déco: la Ricevitrice Nord AEM, su mwaqoUrbanfile, 15 dicembre 2016. mwaqsURL consultato il 15 gennaio 2025.
cite-note-99. ↑ mwaq8mwaramwareFAI - Fondo per l'ambiente italiano. Chiesa Oratorio di Santa Maria Maddalena a Precotto, su mwarifondoambiente.it. mwarmURL consultato il 23 dicembre 2025.
cite-note-1010. ↑ mwarcmwargmwarkCatalogo Generale dei Beni Culturali. monumento ai caduti - ad erma, opera isolata - ambito italiano (primo quarto sec. XX), su mwarocatalogo.beniculturali.it. mwarsURL consultato il 23 dicembre 2025.
cite-note-1111. ↑ mwar8mwasamwasePrecotto e Villa San Giovanni, i luoghi d’interesse storico, su mwasinoizona2.it. mwasmURL consultato il 17 gennaio 2026.
cite-note-1212. ↑ mwascmwasgmwaskRegione Lombardia - Beni Culturali. Cascina Viscontea, Milano (MI). SIRBeC scheda ARL - LMD80-00961, su mwasolombardiabeniculturali.it. mwassURL consultato il 23 dicembre 2025.
cite-note-1313. ↑ mwas8mwatamwateAlberto Di Bello (a cura di). Contributo a una bibliografia dei palazzi privati di Milano dal XIV secolo all'età neoclassica. Comune di Milano, 2017 (mwatimwatmPDF), su mwatqmilano.biblioteche.it. mwatuURL consultato il 23 dicembre 2025.
Bibliografia
• citerefscala-2005Ferdinando Scala, Precotto, Villa e il regio viale per Monza. Storia, fatti e misfatti di un borgo antico, Graphot, 2005, ISBN 978-8897122845.
• citerefbertinotti-1995Fausto Bertinotti, Tutti i colori del rosso, Sperling & Kupfer, 1995, ISBN 9788820019693.
• citerefgrignani-2010Gianluca Grignani, La mia storia tra le dita, Rizzoli, 2010, ISBN 9788817043120.
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